Comincio io, Giulia, vediamo un po', ah, ecco: il primo ricordo che ho di te é di quando ero piccola, non ricordo precisamente quanti anni avevo, credo sui cinque o sei. Mi ricordo che tu mi dovevi accompagnare a casa, e io non sapevo se chiamarti zia Maria Pia o zia Pia, mi vergognavo terribilmente di sbagliare così per quella sera ho preferito chiamarti semplicemente "zia".
Ricordo quando avete portato per la prima volta Valentina, era piccola piccola ed io la guardavo affascinata mentre giocava sul tavolo in cucina e mentre tu la cambiavi. Di quel giorno mi ricordo l'emozione che ho provato quando me l'hai messa in braccio e mi hai chiesto, sorridendo "ti piace questa cuginetta?" io mi sentivo molto orgogliosa ed importante.
Un altro ricordo che ho di te é quando, con zio Enrico, siete venuti a trovarci in California. Siamo andati insieme al supermercato ed abbiamo comprato una cassetta di carciofi. Quella sera la cena é stata a base di questi, piatto speciale per te, perché ti piacevano tanto. Poi ho i ricordi di quando siete venuti in Italia, questi sono molto, molto chiari. Abbiamo passato un bellissimo anno, é stato magnifico avervi qua. Mi ricordo di quando venivi a prendere Valentina a scuola, come eri contenta del fatto che a Natale sarebbero venuti Claudio e Fabio, é stato un Natale bellissimo, vero?. Al battesimo di Silvia eravamo quasi tutti, non era mai successo prima, di essere così tanti. Mi ricordo dei flash della tua macchinetta fotografica, che avevi una felpa uguale ad una mia che un giorno, con zio, siete venuti a prendere Valentina che giocava a casa mia, tu eri appena uscita da ginnastica e dicevi che "puzzavi" e così no potevi rimanere a cena. Ti abbiamo detto che ti potevi fare una doccia da noi. Tu hai subito accettato per rimanere a cena con noi e fare felici Luisa e Valentina.
Poi ricordo quando siete partiti portandovi Luisa alle Hawaii con voi. Vi abbiamo accompagnato noi all'aeroporto e, nel furgone, tu ti sei voluta sedere vicino a Silvia. Eri contenta di tornare in America. Infatti non ti piaceva vivere in Italia, ma ti dispiaceva lasciarci ed avevi gli occhi lucidi.
L'ultimo ricordo che ho di te é quando, prima di girare e scomparire dietro un muro all'aeroporto, ti sei voltata e con il tuo solito sorriso ci hai salutati. Questa é stata l'ultima volta che ti ho vista, ma adesso non é finito tutto, il tuo viso, il tuo sorriso, la tua voce sono tutti dentro di me, mi parlano, mi parlano della gioia della vita, ed io vedo i tuoi occhi brillare, in zio Enrico, in Fabio, in Claudio e Valentina e ti ammiro per tutto quello che ci hai dato, per il modo con cui l'hai dato e penso che vorrei essere come te.