Maria Angela e Sergio


Pia cara:

La nostra bambina (Lisa) e' nata con una piccola ciste nel lobo dell'orecchio sinistro. A Cortona, in Italia, dicono che queste piccole cisti sono causate da forti emozioni provate dalla madre durante la gravidanza. Non sappiamo quanto questo detto popolare sia fondato e non vogliamo associare questo segno di nascita con la tua tragica morte. Rimarra' comunque per noi il dubbio, e, indelebile, il tuo ricordo ogni volta che vedremo l'orecchio di Lisa. Non un ricordo di morte, ma di vita, di dolcezza, di sorrisi e di calore umano, sensazioni che riuscivi a trasmettere con la tua semplice presenza.

Tre anni fa, pochi giorni dopo il nostro arrivo ad Urbana, Enrico ci porto' al dipartimento di Chimica per presentarci a te. In mezzo all'uniformismo e al grigiore di studenti e professori, tutti vestiti per necessita' piu' che per gusto, ci apparisti piena di femminilita', bellezza ed eleganza. Con i tuoi tacchi alti, fisico da ventenne, vestiti cortissimi, lunghi capelli da ragazzina, ed un radioso sorriso sul volto, ci riportasti in Italia, dove vestirsi e curare la propria immagine per piacere e piacersi fa parte del costume. Ammiravamo il tuo desiderio di continuare ad essere te stessa e mostrarti nel modo a te piu' congeniale in un luogo dove risaltava la tua diversita'.

Era un piacere parlare con te. I tuoi consigli ci hanno aiutato ad ambientarci perfettamente in questi luoghi, ad apprezzare e sfruttare al meglio lo stile di vita americano. Condividevamo le tue opinioni molto vicine alle nostre, forse perche' eravamo cresciuti in Italia in ambienti simili. Ascoltavamo le tue esperienze di viaggi con interesse, quasi da poter, tramite i tuoi racconti, vedere i luoghi e le persone da te visitati. Quando parlavi riusciva a trasmettere il tuo entusiasmo, la tua voglia di vivere, di divertirsi.

Condividiamo con te una serie di episodi di cui facciamo tesoro. Ricordiamo il tuo desiderio di tornare a vivere in Italia, immediatamente riconsiderato dopo l'esperienza di un anno di sabbatico a Roma. L'Italia che avevi lasciato diciassette anni prima, adesso non esiste piu'. Il traffico, lo smog, i luogi superaffollati ti avevano rimandata qua ad Urbana senza piu' rimpianti e nostalgie. Molto meglio la tranquillita', l'organizzazione, la funzionalita' americana della vita stressata in una citta' italiana.

Lo scorso Dicembre venisti a trovarci insieme ad Enrico e Fabio a Cortona, cittadina medioevale toscana dove vivono i genitori di Maria Angela. Ti ricordiamo intrepida ed entusiasta a scattar foto con i tuoi tacchi a spillo e la gonna corta svolazzante, incurante del freddo pungente e delle stradine scoscese pavimentate in pietra. Ammaliata dai luoghi, facevi notare anche a Maria Angela la bellezza di posti che pensava di conoscere a memoria. Non abbiamo ancora visto le foto che scattasti quel giorno. Quiando lo faremo, potremo rivedere Cortona con i tuoi occhi.

L'ultima volta che ti abbiamo vista eri venuta a trovarci con Fabio e Valentina. Eri ansiosa di veder nascere la nostra piccola. Guardavamo insieme l'enorme guardaroba di vestitini, copertine ed accessori vari. Avevi offerto il tuo aiuto per insegnare nei primi giorni il "mestiere" di madre. Ti eri perfino offerta di tenere la bambina qualche volta la sera. Ci spiace moltissimo che tu non abbia fatto in tempo a vedere la piccola Lisa nata due settimane dopo la tua morte.

Abbiamo scritto questa lettera usando la seconda persona invece che la terza. La abbiamo indirizzata a te, perche' vogliamo credere che tu la possa ricevere da dove ti trovi. E perche' abbiamo forte la sensazione che tu sia ancora con noi, come sicuramente e' con noi il tuo spirito, la tua simpatia, la tua giovialita', e il tuo esempio di approccio felice alla vita. E' questo il ricordo che avremo di te, ed e' questa l'immagine di te che restera' sempre insieme a noi.

Arrivederci Pia,

Maria Angela e Sergio


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